Scultura del Cristo velato 

Il Cristo velato è una scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, conservata nella cappella Sansevero di Napoli. L’opera, realizzata nel 1753, è considerata uno dei maggiori capolavori scultorei mondiali, ed ebbe tra i suoi estimatori Antonio Canova che, avendo tentato – senza successo – di acquistare l’opera, dichiarò che sarebbe stato disposto a dare dieci anni della propria vita pur di essere l’autore di un simile capolavoro. L’incarico di eseguire il Cristo velato fu in un primo momento affidato allo scultore Antonio Corradini; tuttavia, deceduto da lì a breve, questi fece in tempo a realizzare solo un bozzetto in terracotta oggi al museo nazionale di San Martino. L’incarico passò così a Giuseppe Sanmartino, a cui venne affidato l’incarico di produrre «una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua».

 

 

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Il Cimitero delle Fontanelle

Il cimitero delle Fontanelle (in napoletano ‘e Funtanelle) è un antico cimitero della città di Napoli, situato in via Fontanelle.

Chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di fonti d’acqua, il cimitero accoglie circa 40.000 resti di persone, vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Il cimitero è noto anche perché vi si svolgeva un particolare rito, detto il rito delle “anime pezzentelle”, che prevedeva l’adozione e la sistemazione in cambio di protezione di un cranio (detta «capuzzella»), al quale corrispondeva un’anima abbandonata (detta perciò «pezzentella»)

 

 

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Il Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Napoli è un edificio storico ubicato in piazza del Plebiscito, nel centro storico di Napoli, dov’è posto l’ingresso principale: l’intero complesso, compresi i giardini e il teatro San Carlo, si affaccia anche su piazza Trieste e Trento, piazza del Municipio e via Acton.

Fu la residenza storica dei viceré spagnoli per oltre centocinquanta anni, della dinastia borbonica dal 1734 al 1861, interrotta solamente per un decennio all’inizio del XIX secolo dal dominio francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, e, a seguito dell’Unità d’Italia, dei Savoia: ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele III di Savoia al demanio statale, è adibito principalmente a polo museale, in particolare gli Appartamenti Reali, ed è sede della biblioteca nazionale.

 

 

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Il Decumano Inferiore (Spaccanapoli)

Il decumano inferiore, comunemente chiamato Spaccanapoli, è un’arteria viaria del centro antico di Napoli ed è una delle vie più importanti della città.

Essa è insieme con il decumano maggiore e al decumano superiore (decumani di Napoli), una delle tre strade principali dell’impianto urbanistico progettato in epoca greca e che attraversavano in tutta la loro lunghezza l’antica Neapolis. Data l’origine, sarebbe dunque più opportuno parlare di plateia e non di “decumano”, denominazione di epoca romana che per convenzione ha sostituito l’originaria.

Il decumano inferiore divenne tra il Medioevo e l’Ottocento importante sia per i conventi degli ordini religiosi sia per le abitazioni di uomini potenti che vi vissero.

 

 

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Il Tesoro di San Gennaro

Durante gli eventi bellici del ’40-45, il Tesoro di San Gennaro fu conservato in Vaticano e riportato in Cattedrale nel 1947 grazie ad un viaggio avventuroso dal napoletano Giuseppe Navarra, soprannominato ‘o rre di Poggioreale che riuscì a far pervenire i preziosi intatti nelle mani dell’allora arcivescovo Alessio Ascalesi. Secondo studi fatti da un pool di esperti che hanno analizzato tutti i pezzi della collezione, il tesoro di san Gennaro sarebbe addirittura più ricco di quello della corona d’Inghilterra della regina Elisabetta II e degli zar di Russia.

 

 

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Il Castel dell’Ovo

Il suo nome deriva da un’antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio – che nel medioevo era considerato anche un mago – nascose nelle segrete dell’edificio un uovo che mantenesse in piedi l’intera fortezza.

La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli.

Durante il XIV secolo, al tempo di Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo parziale dell’arco sul quale è poggiato e,

per evitare che tra la popolazione si diffondesse il panico per le presunte future catastrofi che avrebbero colpito la città, la regina dovette giurare di aver sostituito l’uovo.

 

 

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Napoli Sotterranea

Napoli sotterranea è un complesso di cunicoli e cavità scavate nel tufo poste nel sottosuolo di Napoli; vi si trovano soprattutto innumerevoli forme di ambienti ed architetture classiche, greche e romane. Propriamente Napoli sotterranea è il nome dell’associazione costituita dallo spelologo Vincenzo Albertini che si occupa della parte di acquedotto e delle cisterne accessibili da piazza San Gaetano e della parte visitabile del teatro dell’Anticaglia. Il suo nome deriva dall’omonimo libro scritto nel 1889 dall’ingegnere Guglielmo Melisurgo, il quale si definì ipogeo per la sua attività di ispezione dell’infinita rete di cavità della città.

 

 

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Il Parco Virgiliano

Fu realizzato a cavallo degli anni venti e trenta su disposizione dell’Alto commissariato per la Provincia di Napoli e aperto nel 1931(anno IX dell’era fascista) come parco della Vittoria o della Bellezza.

Fu in seguito definito parco della Rimembranza fino a quando, grazie all’iniziativa di Guido Della Valle, assunse il nome di Virgilianoin onore del poeta romano. Ciò non deve creare confusione con il parco Vergiliano a Piedigrotta, altrimenti detto parco della tomba di Virgilio, contenente le spoglie del poeta Giacomo Leopardi ed il sepolcro del già citato poeta.

 

 

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Piazza del Gesù Nuovo

Piazza del Gesù Nuovo è una delle piazze più importanti, famose e simbolo del centro storico di Napoli.

La piazza, che deve il nome all’omonima chiesa ivi presente, è posizionata sul decumano inferiore e la sua posizione centrale rispetto al centro storico cittadino la pone a pochi passi da altri importanti luoghi storici, come via Toledo e piazza Dante, piazza Monte oliveto e piazza San Domenico Maggiore.

 

 

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Via San Gregorio Armeno

Via San Gregorio Armeno è una strada del centro storico di Napoli, celebre turisticamente per le botteghe artigiane di presepi.

La strada che popolarmente è chiamata san Liguoro, risulta essere uno degli stenopoi tipici dell’architettura urbanistica greca la quale caratterizza tutto il centro antico di Napoli.

In quanto stenopos (cardine nell’urbanistica romana), la via fungeva da collegamento tra le due plateiai (decumani): la plateia maggiore (attuale via dei Tribunali) e quella inferiore (odierna Spaccanapoli).

 

 

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Lungomare Via Francesco Caracciolo

Via Caracciolo è una lunga ed ampia promenade di Napoli, che, fiancheggiando il Parco della Villa Comunale e la Riviera di Chiaia, costituisce (con via Nazario Sauro, via Partenope e via Acton) parte del lungomare della città.

Creata su una colmata nel 1869-80, la grande strada è considerata una delle più belle litoranee del mondo, e corre fino a Mergellina con visioni panoramiche sulla città e sulle colline del Vomero e di Posillipo.

 

 

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Piazza Bellini

Piazza Bellini è una piazza ubicata sul decumano maggiore di Napoli ed una delle più frequentate della città per il cospicuo numero di locali che si affacciano sulla stessa piazza.

La piazza, di forma rettangolare, è stata sempre uno dei maggiori luoghi di ritrovo intellettuale della città perché circondata da numerose sedi universitarie e molto vicina all’Accademia di Belle Arti ed al Conservatorio di San Pietro a Majella, nel quale studiarono importanti compositori nazionali tra cui Vincenzo Bellini, che dà il nome a tutto lo slargo e che è rappresentato in piazza con una statua di Alfonso Balzico del 1886 posta al centro.

 

 

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Piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri è una piazza di Napoli, situata nella zona storica della città nel quartiere Chiaia, a breve distanza dal lungomare.

Sorse intorno al XVII secolo, costituendo una delle prime espansioni verso ovest di una città alla quale per secoli fu vietato di estendersi al di fuori delle mura.

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Piazza Trieste e Trento

Piazza Trieste e Trento (già Piazza San Ferdinando) è situata nel centro storico di Napoli.

Nodo viario di grande rilevanza, qui convergono via Toledo, via Chiaia e via San Carlo; inoltre è il principale punto d’accesso alla vicina, e ben più famosa, piazza del Plebiscito.

Piazza Trieste e Trento assunse l’odierna denominazione nel 1919 in celebrazione della vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale, mentre l’assetto attuale risente delle trasformazioni urbanistiche attuate fino al termine dell’Ottocento.

 

 

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Porta Capuana

Porta Capuana è un’antica porta della città di Napoli, a ridosso del castel Capuano.

Edificata nel 1484, essa ha da sempre rappresentato un crocevia di vie di comunicazione di rilevante importanza.

È stata edificata nel 1484 dal re Ferrante d’Aragona e, fin dall’edificazione, è stata il punto di accesso giungendo da est verso il centro della città, oltre a essere punto nevralgico delle comunicazioni.

 

 

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Piazza Sannazzaro

Piazza Sannazaro è una delle più caratteristiche piazze di Napoli.

Secondo la leggenda, la sirena Partenope innamorata di Ulisse, cercò di ammaliarlo col canto e di attrarlo verso il profondo del mare (acque del Golfo di Napoli). L’eroe come è noto resistette facendosi legare all’albero della nave mentre costeggiava la baia. La giovane sirena si uccise e il suo corpo fu raccolto dalle correnti sullo scoglio di San Leonardo a Mergellina. Dal nome della sirena venne fondata Napoli.

 

 

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Statua del Dio Nilo

La statua del dio Nilo è una scultura marmorea di epoca romana databile tra il II e III secolo d.C. e che insiste nel largo Corpo di Napoli, nel cuore del centro storico della città partenopea.

La scultura raffigura il Dio Nilo come un vecchio barbuto e seminudo disteso sulle onde del fiume, con i piedi posti vicino alla testa (non più visibile) di un coccodrillo, simbolo dell’Egitto, e che si appoggia col braccio sinistro su una sfinge, mantenendo con la mano destra una cornucopia.

 

 

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Maschio Angioino

Castel Nuovo, o anche Maschio Angioino, è uno storico castello medievale e rinascimentale, nonché uno dei simboli della città di Napoli.

Il castello domina la scenografica piazza Municipio ed è sede della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ospitato nei locali della SNSP. Nel complesso è situato anche il museo civico, cui pertengono la cappella palatina e i percorsi museali del primo e secondo piano. La Fondazione Valenzi vi ha la sua sede di rappresentanza, inaugurata il 15 novembre 2009 dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed altre autorità, nell’ambito della celebrazione dei cento anni dalla nascita di Maurizio Valenzi.

 

 

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Fontana del Gigante

La fontana del Gigante è una delle fontane monumentali di Napoli di inizio XVII secolo; è locata nel centro storico in via Partenope, a poca distanza dal castel dell’Ovo.

La fontana monumentale è articolata mediante tre archi a tutto sesto, sopra i quali sono collocati i grandi stemmi che simboleggiano la città, i viceré di Napoli ed anche il re di quel periodo storico. Nell’arco centrale vi è la tazza che è sorretta da due animali marini, mentre, le statue nei restanti due archi laterali, rappresentano divinità fluviali che stringono tra le mani due mostri del mare.

 

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Certosa di San Martino

La certosa di San Martino è una certosa di Napoli situata sulla collina del Vomero, accanto al castel Sant’Elmo.

Costituisce in assoluto uno dei maggiori complessi monumentali religiosi della città e uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca assieme alla reale cappella del Tesoro di san Gennaro, nonché fulcro della pittura napoletana del Seicento. È inoltre cronologicamente la seconda certosa della Campania essendo nata diciannove anni dopo quella di San Lorenzo a Padula e quarantasei prima di quella di San Giacomo a Capri.

 

 

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Palazzo Donn’Anna

Il palazzo Donn’Anna, ubicato all’inizio di via Posillipo, è un palazzo monumentale del XVII secolo, nonché uno dei più celebri palazzi di Napoli.

Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres.

Il palazzo è il punto di ancoraggio di una delle più celebri leggende napoletane scritte da Matilde Serao.

 

 

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Palafrenieri

Palafrenieri sono due statue equestri bronzee realizzate dallo scultore russo Peter Jakob Clodt von Jürgensburg, donate nel 1846 a Ferdinando II delle Due Sicilie dallo zar Nicola I di Russia.

Le statue sono esposte ai lati della porta del giardino del Palazzo Reale di Napoli, sul lato verso il Maschio Angioino. Le stesse prendono anche il nome di Cavalli russi e la porta, a sua volta, è anche conosciuta come Porta dello zar.

 

 

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